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Regesto

1593/03/07

Archivio di Stato di Roma (ASR)

ASR, TNC, uff. 11, 1593, pt. 1, vol. 25, fols. 425r-v-r, 426r-v, 427r-v

La riunione stabilisce di creare una congregazione dei pittori di Roma; che gli incontri successivi debbano essere convocati da Tommaso Laureti; che le decisioni della congregazione dei sei deputati debbano essere prese da tutti e sei insieme. Segue uno scritto di uno dei deputati, sulla necessità di creare una congragazione dei pittori e sullo stato negativo in cui versa l'arte della pittura.

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Trascrizione

[fol. 425r]
ASR, TNC, uff. 11, 1593, pt. 1, vol. 25, fol. 425r

ASR, TNC, uff. 11, 1593, pt. 1, vol. 25, fol. 425r

Die 7 Martii 1593

Congregati in Venerabile Monasterio S. Mariae Aracoeli de urbe
et in Cappella S. Lucae omnes infrascritti Pictores Videlicet
D. Ioannes de Vecchis
D. Thomas Lauretti
D. Scipio Caietanus
D. Federicus Zuccarus
D. Nicolaus de Pesaro
D. Iacobus Rocchetti
D. Paulus Roscetti
D. Cesar Anconitanus
D. Christophorus Pomaranci
D. Andreas Aretinus
D. Iacobus Brixiensis
D.Domenico Hispano
D. Franciscus Hispanus
D. Antonius Scalvati
D. Pompeius Pirotti
D. Girolamo Moscetti

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[fol. 425v]
ASR, TNC, uff. 11, 1593, pt. 1, vol. 25, fol. 425v

ASR, TNC, uff. 11, 1593, pt. 1, vol. 25, fol. 425v

D. Gaspar Celi
D. Petrus Vicettinus
D. Pasqualis Cati
D. Ranerius Piti
D. Io'es Albertus
D. Marcus Antonius del Forno
D. Bartholomeus Garmenanti
D Antonius Ursinus
D. Antonius Balducci
D. Antonius de Urbino
D. Franciscus Panzivolti
D. Io. Paulus Puceolli [1]
Qui omnes unanimiter, pari voto, et ipsorum nomine discre-
pante decreverunt ut Infra Videlicet
Che si habbi da fare una Congregatione delli Pittori di
Roma conforme alli Capitoli dati à me Notaro del tenore
infrascritto quali furno con alta voce letti, et intesi da tutti

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[fol. 425r]
ASR, TNC, uff. 11, 1593, pt. 1, vol. 25, fol. 425r

ASR, TNC, uff. 11, 1593, pt. 1, vol. 25, fol. 425r

[2] Che circa il' fare delle Congregationi, come, et quando
il tutto sia rimesso al sudetto m. Thomasso Lauretti
il quale à suo piacere faccile intimare sopra
questo negotio nel Monasterio di S. Maria sopra
la Minerva
per modum provisionis.
Che di tutto quello si farrà nella Congregatione delli sei
deputati non si possi risolvere cosa alcuna senza
intervento di tutti sei, et facendosi cosa alcuna
senza intervento di un' solo possi volendo poi quel-
solo absente piacendoli ratificarla, altrimenti
il tutto resti nullo, et come se non fusse fatto
Et in evento poi che tra di loro li sei deputati
non fussero d'accordo In tal'caso supplica ad ogni
difetto la Congregatione generale,
Et de predictis etc.

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[fol. 426r]
ASR, TNC, uff. 11, 1593, pt. 1, vol. 25, fol. 426r

ASR, TNC, uff. 11, 1593, pt. 1, vol. 25, fol. 426r

Honoratissimi Fratelli
La fede che le S. V. hanno tenuta in noi deputati da loro per dare ordine
et forma à questa nostra Congregatione, è, stata veramente tale,
che merita, ch'io a nome di tutti, come fo al presente gli renda quelle
debite gratie, che si gli convengono, et se bene in quanto al mio parti-
culare, s'haveriano forse possuto ingannare, nel credere più suffi-
cienza, per tale effetto di quello che in verita non, è, tutta via l'–
assicuro, che non s'inganneranno, nel credere in ciaschedun di
noi, amorevolezza, osservanza, et desiderio di scriverli, non sola-
mente nel generale ma ancora in ogni minimo particulare.
Hora li farò sapere, come per auttorità, che gl'è piaciuto di darne, ne
siamo piu, et più volte raunate insieme, et da poi l'havere di-
scorso, et ventillate molte cose ne habiamo stabilite alcune, le quali
spero che seranno attissime ad incaminare questa nobilissima arte della
pittura, per quella strada, che sigli richiede prima per honore, et
gloria d'Iddio, et poi non solamente per l'essaltatione di
essa pittura, ma, ancora, per honore, et riputatione di tutti
quelli che nobilmente l'esserciteranno.
Et perche noi habbiamo tenuto per fermo, che ciasched'uno delle
S. V. come persone di honore, desidereranno sempre cose degne,
et honorate, però con la medesma auttorita habbiamo fatta
elettione delle persone loro, et di tutti quelli che seranno
della medesma sofficienza, per fare una Adunanza, che per la
ellettione che l'è fatta la possiamo nominare la congregatio-
ne de Pettori elletti, et il suo capo convenientemente

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[fol. 426v]
ASR, TNC, uff. 11, 1593, pt. 1, vol. 25, fol. 426v

ASR, TNC, uff. 11, 1593, pt. 1, vol. 25, fol. 426v

si dirra Rettore di questa poi si farà una scelta di tutti quelli che
sarano atti a dar saggio del valor loro, et poi che l'havranno dato,
si gli darrà titolo de Pittore approbati. di questi ancora si farà
un'altra scelta di otto, ò, dieci, i quali possano essere atti a formare
una Academia, per benefitio et instrutione de Giovanni, et de tutti quelli
che saranno desiderosi d'incaminarse per la buona strada dello studio
della Pittura.
S'è stabilito ancora che havendosi gli Aggregati da essercitare in una
professione che in se è tanto nobile, et degna de persone libere, però
ineritamente habbino da essere sempre libere d'ogni impositione
come di pagare introito dell'arte, et altri oblighi mechanici, et
servili. Et se alcun benefitio si farà per la Chiesa, per Giovani
bisognosi ò altra caritativa opera tutto si farà di propria, et spon-
tanea voluntà, senza esserne aggravati alle quale opere non
solamente essortiamo tutti, ma con ogni effetto li preghiamo, come
quelli, che benissimo siamo informati del bisogno della Chiesa.
Le Conditioni che principalmente devono havere tutti gl'Aggregati
saranno queste prima Che per honore, et gloria de Iddio siano tali,
che non solamente faccino da se senza sdegno d'altri, ma che
siano ancora di maniera che possano depegnere nelle Chiese,
et in altri luoghi Imagini tali che rendano pietà, et dovotione [3],
si come fu la mente di quei santi padri che prima li costi-
tuirono.
Et per la riverenza che si deve tenere alle Immagine sacre, et anco
per honore et decoro dell'arte, non sia lor' lecito tenere quadri
de Sancti, ne tampocho d'altre pitture profane in vendita
alle

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[fol. 427r]
ASR, TNC, uff. 11, 1593, pt. 1, vol. 25, fol. 427r

ASR, TNC, uff. 11, 1593, pt. 1, vol. 25, fol. 427r

alle finestre, ò, in altro publico luogo.
Et di piu s'è anco stabilito che tutti quelli che fanno bottega,
insieme con gl'altri, che non seranno aggregati nella sudetta
congregatione di pittori s'habbino da chiamare della compagnia
di S. Luca, con questo però, ch'habino d'havere particular
cura della Chiesa, et saranno aiutati, favoriti, et abbrac-
ciati dalla medesima congregatione, come dependenti da lei
il loro capo non si dirà piu consolo, ma priore.
Molte altre cose se intenderanno quando saran' formati li Capitoli,
i quali tutti tenderanno principalmente all'honore, et gloria
d'Iddio, et de Sancti, et alla nobiltà, et reputation, del-
l'arte laquale come ciaschedun di voi sà, è, hoggi tanto
avvilita, et abbassata, che quelli che se sono affatigati
per lo passato, per acquistarne honore, hora in un certo modo per
che se vergognano d'essere nominati pittori. Il che, è, tutto
l'opposito di quelli, che l'essercitavano in quei primi tempi che
benche fossero nati di nobilissima famiglia et dotati di
molti altre virtu et dignità tutta via se riputavano
à somma gloria lassando nome de essere stati pittori. Il che
nasceva si perche l'arte era esercitata da loro nobilmente,
si ancora per la scienza che tenevano del suo alto, et hono-
rato principio, essendo che ogn'arte, ogni scienza, è, stata
investigata dall'huomo con debbolissimo principio et poi con la
lunga osservatione d'esperienza venuto[n]e alla cura cognitio-
ne, ma solo la Pittura, benche in quei primi tempi non fosse cosi
ornata fù non dimeno l'origine suo tanto alto, et degno, et si certo

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[fol. 427v]
ASR, TNC, uff. 11, 1593, pt. 1, vol. 25, fol. 427v

ASR, TNC, uff. 11, 1593, pt. 1, vol. 25, fol. 427v

et necessario che insino à nostri tempi, come regola, et fondamento
principal dell'arte da più famosi pittori è stato osservato
non mi pare hora tempo che io passi più oltra in tal particu-
lare ma Iddio che se fondi l' Accademia che spero che se odiranno cose tale che daranno grandissimo animo à giovani
d'affaticarse, con ogni loro studio et diligen[z]ia[4] per imitare
quelli Eccellentissimi et nobilissimi Pittori avanti che non solamente nell'
eccellenza dell'arte, ma ancora d'essercitarla nobilmente.
Il che faccia Iddio accio questa nobilissima Città habbia nome
d'haver[e][5] incaminata si degna, et honorata cosa
et forsi non piu da altri tentata etc.

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Note

  1. Ortografia incerta, ma sicuramente 'Giovanni Pietro Paolo Piccioni.'

  2. Paginazione incorretta.

  3. Sic, per devotione.

  4. Macchia di inchiostro.

  5. Macchia di inchiostro.