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Le norme di trascrizione

Transcription Conventions for The History of the Accademia di San Luca, c. 1590–1635: Documents from the Archivio di Stato di Roma

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Le trascrizioni dei documenti seguono una versione modificata della proposta fatta da Alessandro Guidotti in "Le norme di trascrizione," Rivista d'arte 37 (1984): 377-399. I trascrittori hanno deciso di seguire norme differenti nelle seguenti istanze:

Generale

Le interruzioni di linea seguono la struttura del documento; non vengono usate barre per indicare interruzioni di linea anche quando una parola viene interrotta. Le interruzioni di linea che avvengono in un’ unica parola sono indicate con un trattino.

Ad eccezione dei trattini usati per indicare parole interrotte, nessuna punteggiatura o accenti sono stati aggiunti alle trascrizioni.

Un cambio di folio è indicato con il numero del nuovo folio inserito tra parentesi. Un richiamo è ripetuto ad ogni istanza sia sul verso di un folio, sia sul recto del prossimo. 

Un segno di omissione (^) indica l’inizio e la fine di un inserzione di testo fatto dal notaio. Nella trascrizione il testo inserito appare dove era inteso dal notaio, non nel margine.

Antroponimi

La prima lettera di nomi propri, sia prenomi che cognomi, è in maiuscolo. Altrimenti è stata mantenuta l’ortografia originale.

Nomi uniti sono stati separati (ad esempio, “Pietropaolo” è trascritto “Pietro Paolo”)

Prenomi abbreviati non vengono riportati per esteso.  Cognomi abbreviati vengono solo riportati per esteso quando la loro lettura è certa. Questa convenzione si applica alle firme ed al testo dei documenti (ad esempio, “O. Sars.” è trascritto “O. Saravezzius”). Cognomi che iniziano con “de," "degli," "dei," "del," "dell," o "della" seguono l’ortografia riportata nei documenti.

Nei sommari dei documenti e nel menu di ricerca i nomi dei notai sono in italiano. Quindi,

  •     Giovanni Antonio Moschenio
  •     Tommaso Salvatore
  •     Alessandro Saravezzi
  •     Marco Aurelio Saravezzi
  •     Ottaviano Saravezzi
  •     Erasto Spannocchia
  •     Lorenzo Tigrino

Opere d’arte

Solo la prima lettera dei titoli delle opere d’arte è scritta in maiuscolo. Nei casi che lo spazio tra due parole sia eliso, esse sono state separate. Quindi “cenacolo” diventa “Cena colo” ed “eccehomo” diventa “Ecce homo”.

Abbreviazioni Comuni

Espansioni di parole abbreviate che non sono antroponimi sono indicate in corsivo. Abbreviazioni usate per indirizzi formali rivolti a persone o cose (per esempio, “M” per “Messer” o “S.V.” per “Signoria vostra”) è per “quondam” (abbreviato “q”) sono state ritenute. Le forme abbreviate riportate in esteso in un documento sono anche state ritenute.

Abbreviazioni di unità monetarie sono trascritte come riportate nel documento; non son state usate abbreviazioni odierne (ad esempio, “ba.” non è usato per baiocchi almeno che questa forma non viene usata nel testo originario. Quando il simbolo di un unità monetaria viene usato nel testo esso viene riportato in esteso nella trascrizione.

Nel caso in cui un aggettivo numerale ordinale viene indicato nel testo con un numerale arabo esso viene riportato per esteso nella trascrizione (per esempio “secondo” invece di ”2.o”).

Caratteri di testo e parole incerte, mancanti, o illeggibili

Una buca o lacuna in un folio viene indicata con una nota a pié di pagina; ulteriori buche nello stesso folio vengono indicate con parentesi quadre. Analogamente, macchie d’inchiostro che offuscano il testo vengono indicate con una nota a pié di pagina. Parole giudicate dai trascrittori di ortografia incerta vengono indicate con “Lettura incerta” o “Significato incerto” in una nota a fondo pagina. Se mancano lettere o parole ed i trascrittori sono certi di quali si trattino esse vengono riportate in corsivo senza parentesi quadre. 

Parole o lettere in corsivo inserite tra parentesi quadre vengono usati per riportate per esteso una parola abbreviata ed illeggibile o mancante se i trascrittori sono certi dei fini del testo.

Punti di sospensione tra parentesi quadre indicano parole o lettere illeggibili.

Punti di sospensione tra parentesi indicano uno spazio lasciato vuoto nel documento originale (ad esempio, uno spazio lasciato vuoto per un nome mai messo).